Da Ospite il Dom Gen 20, 2008 4:39 pm
....eccomi di ritorno da un tuffo nella rete.....
...anche se io sono sempre convinta che una parte di ciò è suggestione psicologica....
da:....
Comitato Italiano per il Controllo
delle Affermazioni sul Paranormale
Illusionismo e arti marziali
Girando su internet ho trovato un filmato in cui l'illusionista inglese Derren Brown effettua un esperimento di pugno psicologico... Mi sono sempre chiesto come sia possibile una cosa del genere e mi sono dato delle spiegazioni.
Eccole: 1) il tizio è un complice di Derren o non lo è ma sta lo stesso al gioco. Mi spiego meglio. Il tizio non è d'accordo con Derren, ma lui gli suggerisce di simulare il colpo del cazzotto quando vede il cazzotto che gli arriva o quando sente il rumore del piede; 2) suggestione e ipnosi. Il tizio è suggestionato a tal punto da sentire il colpo del cazzotto invisibile. Poiché sono rimasto dubbioso, ho fatto delle ricerche per capire se ci fosse un ulteriore spiegazione e come risultato è saltato fuori che esiste nel kung fu un tipo di tecnica detta "ling kong jing". Quello mi chiedevo è qual è il parere del CICAP sul "ling kong jing"? E su Derren esiste una spiegazione differente dalle mie proposte?
Tommaso
Risponde Fabrizio Marchesano:
Gentile Tommaso,
in merito al video dell'illusionista Derren Brown non posso aggiungere granché alle sue già precise osservazioni, in quanto:
- Brown è, appunto, un illusionista e ha sempre chiaramente specificato di non possedere alcun potere psichico o paranormale
- anche ammesso che un esperto di illusionismo (e io non lo sono) fosse in grado di comprendere la natura dell'"esperimento" semplicemente osservando il video, non sarebbe giusto rivelarne il segreto per rispetto al lavoro di Brown e di tutti gli altri maghi e prestigiatori che hanno fatto di questa nobile arte il lavoro di una vita con sacrifici, allenamento e dedizione.
Parlando invece del concetto del colpo a distanza (o "KO senza contatto") posso dire che esso non è limitato al kung fu (dove è appunto conosciuto col nome di "ling kong jing", che possiamo rendere nella nostra lingua come "forza vuota") ma è piuttosto diffuso nel campo delle arti marziali in generale (ad esempio, nel karate è conosciuto come "tôate", letteralmente "urtare a distanza").
Riporto un estratto da una mia precedente risposta pubblicata sul sito del CICAP: «Innanzitutto è bene precisare che (alla faccia dei princìpi delle arti marziali) purtroppo il mondo è pieno di personaggi di pochi scrupoli che vantano non meglio precisati poteri e che (dietro pagamento) promettono di trasmettere questa conoscenza riservata a pochi eletti (e, Matrix insegna, essere "eletto" non è sempre un bene...). Detto questo, il "tôate" esiste realmente, ma è qualcosa di completamente diverso; meglio di me lo può spiegare comunque il maestro Kenji Tokitsu nei capitoli dedicati al maestro Shigeru Egami e a questa tecnica nel suo bellissimo libro Storia del karate edito da Luni Editrice». E concludo citando un passaggio del testo del maestro Tokitsu: «Penso che l'espressione "tôate" sia scelta male, perché questa parola, che significa "urtare a distanza", evoca l'energia di un pugno tirato come un colpo di pistola. Per questo seri adepti di arti marziali hanno voluto capire questo fenomeno e imparare questa tecnica. Alcuni lanciano una sfida, fin qui non raccolta, per testare la validità di questa tecnica».
inoltre sull'agopuntura...
Luigi Garlaschelli
Nel corpo umano, secondo i concetti della medicina cinese prescientifica, una sorta di energia vitale (il qi ) circolerebbe lungo particolari linee, chiamate meridiani, che congiungono gli organi del corpo stesso. Le malattie sarebbero dovute a una cattiva circolazione del qi, con un conseguente accumulo in alcuni punti e carenza in altri. Tramite l'agopuntura, infiggendo sottili aghi lungo i meridiani, si ripristinerebbe l'equilibrio energetico del corpo e quindi lo stato di benessere.
Né la fisiologia né l'anatomia supportano l'esistenza di qualsiasi struttura del corpo coincidente con i meridiani (peraltro diversi a seconda delle scuole), e tantomeno la realtà del qi. Se però la tecnica dell'agopuntura fosse davvero efficace, essa potrebbe dipendere da altre cause, che si cerca ora di comprendere.
E' soprattutto nella cura del dolore che l'agopuntura ha avuto maggior successo. L'effetto terapeutico sarebbe dovuto al fatto che l'infissione di aghi provoca il rilascio di endorfine, piccole molecole peptidiche prodotte nel cervello, che producono sensazioni di benessere e analgesia. Essa agirebbe quindi più sui sintomi (la sensazioni di dolore) che sulle cause (ad es. traumi o infiammazioni), e sarebbe particolarmente adatta a certi tipi di dolori cronici e poco diagnosticabili fisiologicamente.
Quanto è efficace l'agopuntura? Studi clinici controllati sono iniziati solo da una decina d'anni. Nonostante la millenaria tradizione, nella stessa Cina la qualità di questi studi era ben al di sotto degli standard necessari. In particolare mancava un metodo per confrontare il trattamento vero con uno simulato. Questo problema è stato risolto da un paio d'anni con l'uso di aghi finti, che apparentemente penetrano nella pelle del paziente, mentre in realtà rientrano nel piccolo manico.
Un lavoro scientifico (Journal of Clinical Epidemiology, vol 43, 1990) ha passato in rassegna nel 1990 tutti gli studi clinici allora noti, concludendo che "L'efficacia dell'agopuntura nella cura del dolore cronico resta dubbia", e che " anche negli studi meglio condotti i risultati sono fortemente contraddittori".
Nel 1997, comunque, un comitato del National Institute of Health americano concluse che vi sono prove sufficienti a favore dell'efficacia dell'agopuntura, auspicando ulteriori studi e la sua introduzione nel sistema sanitario nazionale americano. Le conclusioni del comitato furono fortemente criticate, poiché di esso facevano parte principalmente medici sostenitori dell'agopuntura.
Una nuova accurata rassegna di 51 studi clinici, per un totale di 2423 pazienti con dolori cronici (Pain, vol 86, 1999) ribadisce le conclusioni di quella del 1990. Secondo gli autori, esistono prove limitate che l'agopuntura dia risultati positivi rispetto ai pazienti di un gruppo di controllo (che non ricevono alcun tipo di trattamento). E' però prematuro affermare che l'agopuntura "vera" sia più efficace rispetto alla "pseudoagopuntura" (nella quale gli aghi sono infissi in punti a caso, e non in quelli codificati dalla tradizione) e rispetto a quella "finta" (un placebo in cui l'ago non penetra nella pelle). Tutti i 51 studi erano eseguiti su piccoli numeri di pazienti (alcune decine ciascuno) e vi era una chiara tendenza a ottenere risultati positivi quando i test erano di bassa qualità metodologica.
Per saperne di piu:
Garattini, S. e R. Chiaberge. "Endorfine e aghi celesti", in: Scoppiare di salute, Rizzoli1992 , pp. 205-208.
Ruffinazzi, E "Agopuntura", Scienza & Paranormale 8, ottobre 1995